6 Marzo 2024

Tema della lettura

Come la letteratura del Novecento ha

trattato la democrazia negata

Libro proposto

La banalità del male di Hannah Arendt

Luogo dell’ incontro

Sede sociale della Cooperativa via

Galeati n.6 Imola

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Hannah Arendt ( 14 ottobre 1906 – New York4 dicembre 1975) è stata una storica e filosofa tedesca naturalizzata statunitense, una dei più influenti teorici politici del XX secolo.

Le sue pubblicazioni spaziano per un’enorme mole di argomenti, ma ancor oggi è maggiormente conosciuta per quelli inerenti alla natura del potere e del male, sulla politica, la democrazia diretta, l’autorità, il totalitarismo. La sua popolarità è associata immediatamente alle controversie sorte attorno al Processo ad Adolf Eichmann, e nel tentativo di Arendt di spiegare come persone ordinarie divengano attori partecipi degli ingranaggi dei sistemi totalitari, che da alcuni fu considerata un’apologia, e per il termine da lei coniato “la banalità del male”.

Il nome di Arendt è commemorato da istituzioni e riviste devote al suo pensiero, dall’Hannah Arendt Prize per il pensiero politico, oltre che dalle vie e scuole a lei intitolate, e da alcuni francobolli. Con la pubblicazione nel 1951 de Le origini del totalitarismo, la sua reputazione di pensatrice e scrittrice fu stabilita e altri cospicui lavori seguirono: Vita activa. La condizione umana nel 1958, Eichmann a Gerusalemme. La banalità del male nel 1963, L’umanità in tempi bui nel 1968. Insegnò in diverse Università americane, rifiutando tuttavia incarichi permanenti. Morì improvvisamente a 69 anni, di attacco di cuore, nel 1975, lasciando incompiuto il suo ultimo lavoro, La vita della mente.